Visualizzazione post con etichetta bestseller. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bestseller. Mostra tutti i post

martedì 2 gennaio 2018

La cena di Herman Koch

Ecco un libro di cui ho sentito parlare tantissimo quando uscì nell’ormai lontano 2010, pubblicato da Neri Pozza.  Ognuno lo aveva acquistato, letto,  recensito. Ovviamente tutti tranne me. Recentemente è uscito il film ispirato a questo libro.  Nuovo successo di questo romanzo, nuove recensioni e nuovi punti di vista. A questo punto non potevo  non cavalcare la cresta dell’onda. Non vedevo l’ora di poter esprimere il mio punto di vista su questo libro che consta di sole 286 pagine e dire finalmente la mia su questo romanzo.  
la cenafiliLa storia è, in apparenza, molto semplice: quattro persone, o meglio, due coppie si ritrovano a cena in un ristorante: da un lato  del tavolo siedono Paul e Claire e dall’altro Serge, candidato favorito al ministero olandese, e Babette. l’ambientazione non è un comunissimo ristorante, ma un ristorante di lusso sempre affollatissimo che richiede mesi e mesi di fila d’attesa. L’intera storia è incentrata su questa cena, una cena come tante altre, o forse no. Perché Herman Koch decide di scrivere di un comunissimo incontro tra parenti?!?! In effetti, il romanzo non può essere riassunto in una banalissima cena, perché, ovviamente, il racconto nasconde molto di più. I quattro personaggi, tra una portata e l’altra, parlano di svariati argomenti: gli ultimi film visti, le vacanze in Francia, la politica, la vita di coppia, le classiche nevralgie femminili. Ma fin dalle prime battute si percepisce una nota stonata, un continuo voler nascondere qualcosa di più importante, il non voler parlare di QUELL’argomento.
la cena quoteIn effetti, l’andamento della serata cambia quando Paul, l’io narrante dell’intera vicenda,  scopre di aver preso accidentalmente il cellulare del figlio Michel. Sbirciando nella galleria del telefono, scopre un video agghiacciante: Rick, figlio di Serge, e Michel, il suo adorato figlio, pestano a sangue una clochard. Lo sconforto del padre è notevole: sente di aver perso la sua battaglia di padre.
Interessante è anche il rapporto/scontro tra i due fratelli: Serge e Paul. Serge è il classico uomo politico sicuro di sé, che venderebbe la propria anima al diavolo pur di ottenere voti e notorietà e pur di salvare l’onore e le apparenze.   La famiglia ne risente moltissimo: la moglie Babette è una donna infelice (elemento che si percepisce anche durante la cena, quando, in apparenza improvvisamente, scoppia in lacrime e scappa fuori) e il figlio non è definibile come uno stinco di santo. Paul è il suo opposto: è molto più riservato di Serge, a lui non interessa la celebrità e gli danno fastidio persino le occhiate o il continuo essere additato solo perché è il fratello del politico. La celebrità non fa per lui: a lui basta amare ed essere amato dalla sua famiglia per ciò che è realmente, non per ciò che la gente dovrebbe pensare. In effetti. l’ipocrisia, la falsità e persino la corruzione sono delle tematiche molto presenti all’interno del romanzo. Cosa si è disposti a fare pur di uscirne puliti?
la cena quote2Al racconto lento e dettagliato della cena, sono inframmezzati altri racconti riguardanti il passato delle due coppie: le vacanze in campagna, le crisi isteriche di Babette, la malattia di Claire, e così via. Questi aneddoti sono sì secondari alla storia principale, ma permettono al lettore ancora una volta di entrare nella psiche dei personaggi e di capire il perché di molte situazioni e di molti gesti. Permettono di comprendere, inoltre, il comportamento e l’indole dei figli, perché i ragazzi hanno compiuto quello che hanno compiuto e le radici della loro presunta indole violenta. L’autore offre un chiaro esempio di ciò che possiamo definire come tare ereditarie, ovvero l’insieme delle malattie, anomalie e  predisposizioni morbose che si presentano con una notevole evidenza di generazione in generazione e che sono trasmesse come caratteri ereditari. Le domande da porsi, quindi, sono essenzialmente due: se il padre è un violento (e molti episodi dimostrano questo dato di fatto), anche il figlio diventa inevitabilmente violento? E questo atteggiamento può influenzare anche gli altri componenti della famiglia (moglie, fratello, cugino, ecc…)? Stando al romanzo di Koch, la risposta alla prima domanda è semplice: sì, le tare ereditarie esistono o almeno l’educazione e gli esempi forniti dal padre sono esemplari per il figlio. La seconda domanda è di difficile risposta: Claire, la moglie di Paul, decide di risolvere la questione “alla maniera del marito”, ossia assumendo un atteggiamento e compiendo un gesto tipico di Paul (o almeno del Paul dei flashback sul passato). Claire e Paul sentono su di loro il peso delle tare e dell’educazione (giusta o sbagliata che sia) impartita al proprio figlio Michel. Sono stati dei buoni genitori per il proprio figlio? Ma soprattutto, hanno dato il “buon esempio” al proprio bambino? Questi sono gli interrogativi che, a parer mio, Koch instilla nell’animo del lettore. Il finale, a conclusione di questa lunga riflessione, è in parte aperto: non si ha la certezza di ciò che è successo realmente subito dopo la cena e nei giorni successivi. Alcuni interrogativi restano irrisolti: Dove si è cacciato Beau? Cosa hanno fatto Michel e Rick la sera della cena? Quali  sono state le reali conseguenze del gesto di Claire dopo la cena? Cosa si è disposti a fare per proteggere la propria famiglia?

Un romanzo che pone tanti interrogativi che in parte non riesce a risolvere. Lettura consigliata a coloro che amano romanzi che permettono una riflessione sulla società odierna.
Esistono diverse trasposizioni cinematografiche di questo film di cui solo due sono arrivati anche in Italia:
  • I nostri ragazzi (2014) di Ivano De Matteo con Alessandro Gassmann e Giovanna Mezzogiorno. Questa versione è liberamente ispirata al romanzo.
  • The Dinner (2017) con Richard Gere e Steve Coogan. Quest’ultima versione è molto più fedele al romanzo di Koch.

imagesimagesimagesimages

lunedì 10 aprile 2017

Quanti e quali dei 100 libri della BBC ho letto?



Salve a tutti!


Oggi ritorno con un post/giochino che sta spopolando su tutti i social e che io volevo proporvi qui, sul mio blog.


Accanto a ogni libro dovete mettere una ✔ se l'avete letto tutto, una ✖ se l'avete cominciato ma non finito e nulla se non l'avete mai letto, così da vedere se superate la media stimata dalla BBC (6/100).


Letti: 15

Non terminati: 15

(In lista/da riprendere: 25 )


1. Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen

2. Il Signore degli Anelli – JRR Tolkien

3. Il Profeta – Kahlil

4. Harry Potter – JK Rowling

5. Se questo è un uomo – Primo Levi

6. La Bibbia

7. Cime Tempestose– Emily Bronte

8. 1984 – George Orwell

9. I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni

10. La Divina Commedia – Dante Alighieri

11. Piccole Donne – Louisa M. Alcott

12. Lessico Familiare – Natalia Ginzburg

13. Comma 22 – Joseph Heller

14. L’opera completa di Shakespeare 

15. Il Giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani 

16. Lo Hobbit – JRR Tolkien

17. Il Nome della Rosa – Umberto Eco 

18. Il Gattopardo – Tomasi di Lampedusa

19. Il Processo – Franz Kafka

20. Le Affinità Elettive – Goethe

21. Via col Vento – Margaret Mitchell

22. Il Grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald

23. Casa Desolata – Charles Dickens

24. Guerra e Pace – Lev Tolstoj

25. Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams

26. Brideshead Revisited – Evelyn Waugh

27. Delitto e Castigo – Fyodor Dostoevsk

28. Odissea - Omero

29. Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll

30. L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kunder

31. Anna Karenina – Leo Tolstoj

32. David Copperfield – Charles Dickens ✖ 

33. Le Cronache di Narnia – CS Lewis

34. Emma – Jane Austen

35. Cuore – Edmondo de Amicis

36. La Coscienza di Zeno – Italo Svevo

37. Il Cacciatore di Aquiloni – K. Hosseini

38. Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere

39. Memorie di una Geisha – Arthur Golden

40. Winnie the Pooh – AA Milne

41. La Fattoria degli Animali – George Orwell

42. Il Codice da Vinci –Dan Brown

43. Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez

44. Il Barone Rampante – Italo Calvino

45. Gli Indifferenti – Alberto

46. Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar

47. I Malavoglia – Giovanni Verga

48. Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello

49. Il Signore delle Mosche – William Golding

50. Cristo si è fermato ad Eboli – Carlo Levi

51. Vita di Pi – Yann Martel

52. Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway

53. Don Chisciotte della Mancia – Cervantes

54. I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe

55. Le Avventure di Pinocchio – Collodi 

56. L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon ✖ 

57. Siddharta – Hermann Hesse 

58. Brave New World – Aldous Huxley

59. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon

60. L’Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez

61. Uomini e topi – John Steinbeck

62. Lolita – Vladimir Nabokov

63. Il Commissario Maigret – George S

64. Amabili resti – Alice Sebold

65. Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas

66. Sulla Strada (On the road)– Jack Kerouac

67. La luna e i Falò – Cesare Pavese

68. Il Diario di Bridget Jones – Helen Fieldin

69. Midnight’s Children – Salman Rushdie

70. Moby Dick – Herman Melville

71. Oliver Twist – Charles Dickens

72. Dracula – Bram Stoker ✖ 

73. Tre Uomini in Barca – Jerome K. Jerome

74. Notes From A Small Island – Bill Bryson

75. Ulisse – James Joyce

76. I Buddenbroock – Thomas Mann

77. Il buio oltre la siepe – Harper Lee

78. Gérminal – Emile Zola

79. La fiera delle vanità – William Makepeace Thackeray

80. Possession – AS Byatt

81. Canto di Natale – Charles Dickens

82. Il Ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde

83. Il Colore Viola – Alice Walker

84. The Remains of the Day – Kazuo Ishiguro

85. Madame Bovary – Gustave Flaubert

86. A Fine Balance – Rohinton Mistry

87. Charlotte’s Web – EB White

88. Il Rosso e il Nero – Stendhal

89. Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle

90. The Faraway Tree Collection – Enid Blyton

91. Cuore di tenebra – Joseph Conrad

92. Il Piccolo Principe – Antoine De Saint-Exupery

93. The Wasp Factory – Iain Banks

94. Niente di nuovo sul fronte occidentale – Remarque

95. Un Uomo – Oriana Fallaci

96. Il Giovane Holden – Salinger

97. I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas

98. Amleto – William Shakespeare

99. Charlie e la fabbrica di cioccolato – Roald Dahl

100. I Miserabili – Victor Hugo

venerdì 6 gennaio 2017

Al di qua del paradiso di Francis S. Fitzgerald

Romanzo d'esordio di Fitzgerald, fu pubblicato nel 1920. L'edizione oggi in commercio (che comprende il singolo romanzo) è del 1996, edito Newton Compton, e presenta la copertina che vi lascio di fianco. Esiste anche il Mammut delle opere di Fitzgerald che comprende, tra gli altri, anche questo romanzo. 
La storia racconta le vicende di Amory Blaine, un giovane ricco e molto snob, con una personalità decisamente eccentrica. Il suo egocentrismo dipende però dall'educazione ricevuta dai suoi genitori, ed in particolare, da sua madre Beatrice, una donna che non accetta quasi il suo ruolo di madre poiché non accetta neppure di essere chiamata mamma. Preferisce farsi chiamare Beatrice anche da suo figlio. La madre sogna per il figlio una vita gloriosa e piena di successi, pretende che il figlio frequenti i migliori ragazzi della città e le migliori scuole. Verrà aiutato da Monsieur Darcy nelle scelte importanti della sua vita. Ma all'università, i castelli di sabbia fatti di prospettive e proiezioni future crollano miseramente. Amory capisce di essere cambiato, capisce che quello che sta facendo non è ciò che realmente gli piace, ma sta avverando solo il sogno di sua madre. Sta cambiando e si sente spaesato e confuso: non sa cosa fare della propria vita. Ancora una volta Monsieur Darcy (ex fidanzato giovanile della madre) accorre in suo aiuto e lo mette a nudo, mostrando, al di là delle proprie debolezze, i propri punti di forza tipici del suo carattere eccentrico e gli consiglia di darsi valore proprio sulla base del proprio carattere forte. Al di fuori del micromondo di Amory Blaine, la guerra imperversa. Ma Amory vive un'altra guerra, una guerra tutta interiore che gli strazia il cuore e lo cambia radicalmente. Una guerra contro l'amore, perché non lo porta alla felicità e non fa altro che spezzargli il cuore. Isabelle, Rosalind, Eleanor: in tutti i casi, la conclusione è sempre la stessa.

Questo libro è certamente un romanzo di formazione. Seguiamo le vicende di Amory Blaine dalla più tenera adolescenza fino all'inizio dell'età adulta. Amory cambia il suo carattere, si trasforma da fanciullo testardo ma spensierato, che credeva tutto possibile, in adulto cinico e disilluso. Non crede nel suo tempo, non crede nel progresso: il suo punto di vista è fortemente pessimista. Critica aspramente la società nella quale vive (emblematico è il dialogo con il "grosso omone" nelle ultime pagine). Si sente solo, ha perso molti amici in guerra, altri si sono allontanati e la sua guida, M. Darcy, muore improvvisamente. Amory si sente solo e spaesato, non sa cosa farne della propria vita e, soprattutto, del proprio futuro. Il romanzo si conclude con questo senso di amaro in bocca, non c'è una risoluzione effettiva da parte di Amory, solo una presa di coscienza della propria condizione.

Fitzgerald critica fortemente la generazione dei "vecchi", ovvero la generazione dei suoi genitori. Essi non hanno fatto altro che arricchirsi a dismisura, senza assicurare un futuro certo ai propri figli. Questi ultimi, di conseguenza, sono totalmente inesperti perché non hanno ricevuto delle basi corrette da parte dei genitori. Fitzgerald critica tutto il sistema, nulla può salvarsi. Amory si rivela, a sua insaputa, un comunista convinto e sostiene il pensiero comunista. Nelle ultime pagine Amory ha piena consapevolezza di questo suo cambiamento quasi naturale, improvviso e inconscio. Al "grosso omone" socialista si oppone Amory, fervido comunista che vorrebbe applicare la "politica della condivisione" propugnata dal comunismo. E' anche un romanzo politico, dunque. 

Questa presa di coscienza è, però, molto lenta, forse anche troppo. Per i pochi eventi importanti che accadono nel romanzo, 200 e più pagine sono forse anche troppe. C'è molta introspezione, nel senso che conosciamo molto dei pensieri di Amory, ma in alcuni punti l'ho trovato un po' troppo prolisso e noioso. A volte i discorsi si ripetevano e per questo motivo non sono riuscita a "divorare" il romanzo così come mi aspettavo. 

Ultimo inciso. La traduzione è decisamente troppo troppo vecchia. E' una vecchia traduzione del 1996 e il linguaggio e decisamente "non adatto" ai nostri tempi. Il Mammut si Fitzgerald contiene (purtroppo) la stessa traduzione. Perchè non aggiornarla? Esiste anche l'edizione della Minimum Fax ma non ho letto quell'edizione e quindi non so come sia la traduzione. Facciamo un appello alla Newton Compton al fine di pubblicare un'edizione più recente e meglio tradotta. Ma il problema non è solo la traduzione. Il testo è zeppo di refusi ed errori di stampa e di formattazione troppo evidenti e, in alcuni punti, anche snervante? Gli stessi refusi sono presenti nel Mammut. Ma una ricontrollatina prima di dare alle stampe il libro?? 

Nel complesso un buon libro, che mi sono ripromessa di rileggere tra qualche anno (magari nell'edizione della Minimum Fax). 





Voi l'avete mai letto? Come al solito fatemi sapere cosa ne pensate!
Buona epifania

  

venerdì 9 dicembre 2016

La straniera di Diana Gabaldon #1

*** NO SPOILER ***


Ho appena finito di leggerlo e non vedevo l'ora di condividere con voi questa mia esperienza. Sì perchè penso che io possa parlare di una vera e propria esperienza. Una lettura impegnativa, non per il contenuto ma piuttosto per la mole. La Gabaldon mi ha accompagnato per quasi un mese ed il distacco è stato duro. Sì perchè mi ero affezionata ai personaggi e alle proprie storie, mi ero ambientata nelle Highlands, mi sentivo parte del loro gruppo.

La Straniera della Gabaldon racconta le vicissitudini di due personaggi: Claire e Jamie. Clarie è una donna "contemporanea" che, attraverso un passaggio di pietre segreto e uno strano incantesimo a cui assiste, si ritrova catapultata in un'altra epoca, ovvero nel 1740 circa. Inizialmente sembra non accorgersene o non darci peso, ma poi capisce la "gravità" di ciò che le accaduta e cerca di ritornare al cerchio di pietre, laddove si era ritrovata dopo l'incantesimo. Nel frattempo diventa la crocerossina di un piccolo gruppo di "soldati" e....conosce Jamie. Jamie dal pelo fulvio e dagli occhi blu, Jamie il peloso (così è descritto 😝) e il testardo, ma anche Jamie il romantico e l'innamorato. Tra i due nasce uno strano rapporto di odio e amore che si evolverà e progredirà fino a........... Il resto leggetelo!!!

Ho adorato questo libro! Nonostante la lunghezza (sapete quanto non ami i libri lunghi)!!! Non vedo l'ora di leggere il secondo volume (che ho già comprato), ma so bene che è necessario un distacco, sia perchè vorrei gustarmi con calma la Serie TV, sia perché vorrei leggere qualcosa di più natalizio al momento. Il finale però presagisce un secondo volume fantastico! Spero non deluda le mie aspettative!

Cosa ho apprezzato di più di questo libro? 1) Sicuramente le descrizioni (proprio io che odio le descrizioni prolisse!) Secondo me erano ben costruite e non erano troppo lunghe. Ti raccontano il necessario, tutto ciò che il lettore deve sapere per comprendere bene la storia, senza divagare in inutili racconti storici. Soprattutto verso il finale della storia le descrizioni diventano sempre più realistiche, sembra davvero di vedere attraverso gli occhi di Claire tutto ciò che avviene. 2) Lo stile dell'autrice è semplice ma accattivante! In alcuni momenti ti viene voglia di non staccarti mai dalle pagine e di leggere leggere e solo leggere la storia di Jamie e Claire. 3) Il finale dà buone basi per un secondo volume pieno di altri colpi di scena! Ti invoglia a fiondarti in libreria per acquistare il seguito!

Cosa ho apprezzato di meno? Unico neo è l'inizio un po' lento. La partenza è molto molto lenta perché si cimenta a farci capire lo spaesamento di Claire ma anche il suo luogo di origine, la sua vita prima del "trapasso" nel cerchio di pietre. 

Per chi diceva che era molto simile ad un Harmony io credo che si sbaglia di grosso! Ammetto che ci sono moltissime scene di sesso "inutili" perché ogni momento è buono per accoppiarsi, però è molto più di un Harmony e non è giusto paragonarla ad un tipo di letteratura molto leggero come quello degli Harmony. La storia d'amore "casuale" ed "improvvisa" c'è proprio come negli Harmony, però poi la struttura e la storia complessiva non è allo stesso livello.
  
Come ben sapete ne è stata tratta una Serie TV che personalmente non ho ancora visto, ma che non vedo l'ora di centellinare durante le vacanze di Natale. So che ricalca in pieno il romanzo e sono davvero curiosa di vedere come sono state trasportate alcune scene! 

Giudizio complessivo:    










martedì 26 luglio 2016

Calendar Girl #1 di Audrey Carlan

Salve a tutti e benvenuti in questa nuovissima recensione. Che vi siate imbattuti per caso o che lo conosciate già, ormai ci siete! Fermatevi e gustatevi questo mio articolo! Vi prometto che vi ruberò solo pochi minuti!
_____________________________________________________________
Questo articolo riguarda una new entry, un libro pubblicato quest'anno dalla Mondadori che ha suscitato non poche critiche. Come da titolo, il libro in questione è:

Autore
Audrey Carlan
Titolo
Calendar Girl. Gennaio, Febbraio, Marzo #1
Pagine
330
Anno pubblicazione
2016


Libro cartaceo E 14,90
E-book E 7,99

Avevo bisogno di soldi, tanti soldi. In ballo c’era la vita di mio padre. Io però non avevo un centesimo, per arrivare a fine mese facevo la cameriera. Non avevo un amore e, diciamolo, all’amore, quello con la A maiuscola, non ci credevo neanche più tanto. Le mie storie fino ad allora erano state solo fonti di guai e delusioni. Mi hanno offerto un lavoro. Recitare il ruolo della fidanzata di uomini di successo. In pratica per un mese dovevo fingere di essere la loro compagna davanti agli occhi di tutti e in cambio ognuno di loro sarebbe stato disposto a pagarmi centomila dollari. 12 mesi, 12 città, 12 uomini ricchi, famosi, inarrivabili, 12 ambienti esclusivi, 12 guardaroba diversi. Più di un milione di dollari. Il sesso, chiariamoci, non faceva parte degli accordi. Quello dipendeva e dipende sempre solo da me. L’amore neanche quello faceva parte del piano. Ma intanto quello non dipende da nessuno... Gennaio, Los Angeles, uno sceneggiatore con un corpo sexy quanto la sua mente.  Febbraio, Seattle, un artista francese in cerca della sua musa.  Marzo, Chicago, un ex pugile imprenditore dal cuore spaventato. Tutti uomini da sogno. Che poi sono persone. Intriganti, fragili, che hanno paure, segreti e verità nascoste. Loro hanno scelto me. Per un mese sono entrati nella mia vita. Tutti mi hanno lasciato qualcosa. E uno mi sta chiedendo di cambiare le regole del gioco... ma l’amore, tutti lo sanno, di regole non ne ha. Ho intrapreso questo viaggio perché era l’unico modo per salvare la vita di mio padre. Mi sono fidata, ho buttato il cuore oltre l’ostacolo. Ed è iniziata la favola. Il viaggio ha salvato la mia, di vita. Trust the journey, Mia” 




La protagonista è Mia, una ragazza che potremmo definire comune, semplice, alle prese con le difficoltà della vita. Di problemi ne ha tanti, problemi soprattutto economici. Il padre gioca d'azzardo ed è stato fatto a pezzi dai suoi strozzini. E' in coma e non ha i soldi per ripagare i suoi malefici creditori.
Mia decide, quindi, di aiutare la sua famiglia: non solo suo padre per racimolare la somma dovuta agli scagnozzi che l'hanno ridotto in fin di vita, ma anche sua sorella Maddy, diciannovenne che sogna di proseguire gli studi e di avere una vita spensierata come esige la sua età. Mia diventa una escort di lusso e lavora presso l'"azienda" della zia Millie, la quale la inizia al lavoro da escort ed intercetta per lei i clienti più facoltosi che potrebbero aiutarla a ripagare il debito grazie ai loro lauti pagamenti. Ma, una delle clausole del contratto tra cliente ed escort, è l'astensione dal sesso, salvo nel caso in cui Mia decidesse spontaneamente di concedersi.
Il rapporto cliente-escort ha la durata di un mese. Dopo un mese, Mia torna a casa per rilassarsi un paio di giorni e poi riparte all'inizio del mese successivo per raggiungere il prossimo cliente. La saga si divide in quattro volumi, ciascuno comprendente tre mesi. La Mondadori ha assicurato la pubblicazione dell'intera saga entro la fine dell'anno (ad oggi,infatti, sono già usciti i primi 2 volumi ed il terzo uscirà ad agosto). In America, la ABC ha acquistato i diritti della saga per crearne una serie TV. Una sit-com sulla falsa riga di "Diario di una squillo per bene?"
Nel primo volume, Mia vola alla volta di Malibu nel mese di gennaio, la ritroviamo a febbraio a Los Angeles, a marzo intraprende il viaggio verso Chicago. Cosa le riserverà questo nuovo lavoro del tutto inaspettato? Quali lezioni di vita otterrà dall'incontro di tre uomini affascinanti ma l'uno completamente all'opposto dell'altro?



Il romanzo appartiene al genere della narrativa erotica. Sapevo cosa sarei dovuta aspettarmi da un libro simile ma non mi ha entusiasmato. A parte le descrizioni delle scene di sesso (com'è giusto che sia da questo genere) che non lasciano nulla all'immaginazione, la protagonista, Mia, mi è sembrata molto incoerente. Professa di essere stata più volte delusa in amore e di non avere nessuna intenzione di legarsi ad una persona. Nonostante ciò, già dalla prima sera cade ai piedi del fascinoso Wes, il suo primo cliente. Ne è completamente attratta, non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Si dice quasi innamorata di lui dai primi giorni! La coerenza?!?!
Il mese successivo la situazione peggiora ulteriormente in campo sentimentale. Nuova destinazione. Nuovo cliente. Nuovo amore. Com'è possibile? Si dice infatuata da Alec, il suo secondo cliente anche se opera un distinguo tra l'amore che nutre per Wes e l'attrazione/infatuazione per Alec "il Francesino". Mia si contraddice continuamente, sembra non capire cosa prova per entrambi, per chi dei due nutra del vero amore.
Il terzo capitolo (Marzo) è il più interessante. Il ritmo si fa decisamente più incalzante e Mia, a questo punto, sembra fare la sua scelta amorosa. Nei momenti di solitudine capisce che solo una persona potrà fare realmente la sua felicità e non esita a chiamarla. La terza "ministoria" è portatrice di un messaggio "sociale" positivo che fa acquistare qualche punto al romanzo e che migliora la storia in generale.


 Mi aspettavo molto di più per come era stato esaltato dalla stampa e da altri blogger. Darò un'opportunità al secondo volume della saga che spero sia migliore del prima. Non ora, perché vorrei dare priorità ad altri libri. Peccato! La storia è molto interessante, ma forse avrei trattato il rapporto tra cliente ed escort in maniera diversa. Non è possibile innamorarsi di tutti i clienti (o quasi...). Nonostante tutto, sono davvero molto curiosa di sapere come finirà la storia tra Mia e..... leggete e scoprirete l'altro nome!! :P
✿ܓ✿ܓ✿ܓ✿ܓ✿ܓ✿ܓ✿ܓ✿ܓ✿ܓ✿ܓ✿ܓ✿ܓ✿ܓ✿ܓ✿ܓ

  Commentate e ditemi la vostra cari lettori!!!!

lunedì 20 giugno 2016

Dio di illusioni di Donna Tartt


Autore
Donna Tartt
Titolo
Dio di illusioni
Anno di pubblicazione
1992
Pagine
622


Buongiornoooooooo e benvenuti nel mio blog, che ha finalmente cambiato volto!!
Dio di illusioni è la mia ultima lettura. In realtà ho terminato il libro da circa un paio di settimane ma avevo bisogno di tempo per riorganizzare le idee :D :D

Donna Tartt è, a parer mio, una scrittrice estremamente eclettica e particolare. Pensa che ha deciso di pubblicare un libro ogni 10 anni!!! Puoi quindi immaginare l'immenso lavoro che si nasconde dietro ogni suo libro! E' una scrittrice statunitense che ha vissuto parte della sua vita universitaria nel Vermont (Dove si trova il Vermont?) (forse per questo ha deciso di ambientare il suo romanzo proprio lì?!?!)
Complessivamente, Donna Tartt ha scritto 3 libri:
  • Dio di illusioni (1992)
  • Il piccolo amico (2002)
  • Il cardellino (2012) vincitore del premio Pulitzer 2014
SinossiUn piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commetterne un altro ancora più spietato...

Quando il libro fu pubblicato, nel 1992, si gridò subito al capolavoro. La scrittrice ha uno stile molto particolare ed emblematico, ma il libro non mi ha preso molto. In primis, per un terzo del libro la mia domanda era sempre la stessa: "Ma dove vuole arrivare Donna Tartt? Cosa vuole raccontare?" Mi perdevo spesso nella lettura ed ero costretta a tornare indietro per riprendere il filo della storia. La storia vera e propria, l'intreccio e la suspence, s'intravedono nella seconda metà del libro. Gli avvenimenti, da metà del libro in poi, si svolgono molto velocemente ed ho avuto l'impressione che gli eventi e la storia mi sfuggissero di mano. Il finale mi ha enormemente deluso, non mi è piaciuto la piega profondamente tragica che ha assunto la storia. La "soluzione" dell'autrice, per me, è stata troppo semplice e non è il giusto finale per un "capolavoro della letteratura americana" (come è stato definito dalla maggioranza). Ho letto varie recensioni in giro prima d'intraprendere questa lettura e a fine lettura mi sono sentita una nota stonata nel mondo dei lettori: l'unica persona alla quale questo romanzo non è piaciuto. Possibile? 
E' innegabile, e devo assolutamente riconoscere che la scrittrice ha talento: è molto dettagliata ed ha uno stile particolarissimo difficilmente paragonabile a quello di altri scrittori. Non ha paragoni, è vero. Ma, ahimè, a me non è piaciuto.
Pertanto, unendo la bravura della scrittrice alla storia, il mio giudizio complessivo è stato:

"Se penso, se mi figuro d'aver perso quest'occasione per paura o per comodo o per qualunque altro motivo, mi vengono i brividi."
"Talvolta, nel caso di un incidente, quando l'evento è troppo improvviso e strano per essere compreso, il surreale prende il sopravvento. Le azioni procedono al rallentatore, come in un sogno, fotogramma per fotogramma; il movimento di una mano, una frase, durano un'eternità." 

E voi lo avete letto? Cosa ne pensate?
Vi aspetto nei commenti :D
Alla prossima amici lettori!! 






La cena di Herman Koch

Ecco un libro di cui ho sentito parlare tantissimo quando uscì nell’ormai lontano 2010, pubblicato da Neri Pozza.  Ognuno lo aveva acquista...