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Dio di illusioni di Donna Tartt


Autore
Donna Tartt
Titolo
Dio di illusioni
Anno di pubblicazione
1992
Pagine
622


Buongiornoooooooo e benvenuti nel mio blog, che ha finalmente cambiato volto!!
Dio di illusioni è la mia ultima lettura. In realtà ho terminato il libro da circa un paio di settimane ma avevo bisogno di tempo per riorganizzare le idee :D :D

Donna Tartt è, a parer mio, una scrittrice estremamente eclettica e particolare. Pensa che ha deciso di pubblicare un libro ogni 10 anni!!! Puoi quindi immaginare l'immenso lavoro che si nasconde dietro ogni suo libro! E' una scrittrice statunitense che ha vissuto parte della sua vita universitaria nel Vermont (Dove si trova il Vermont?) (forse per questo ha deciso di ambientare il suo romanzo proprio lì?!?!)
Complessivamente, Donna Tartt ha scritto 3 libri:
  • Dio di illusioni (1992)
  • Il piccolo amico (2002)
  • Il cardellino (2012) vincitore del premio Pulitzer 2014
SinossiUn piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commetterne un altro ancora più spietato...

Quando il libro fu pubblicato, nel 1992, si gridò subito al capolavoro. La scrittrice ha uno stile molto particolare ed emblematico, ma il libro non mi ha preso molto. In primis, per un terzo del libro la mia domanda era sempre la stessa: "Ma dove vuole arrivare Donna Tartt? Cosa vuole raccontare?" Mi perdevo spesso nella lettura ed ero costretta a tornare indietro per riprendere il filo della storia. La storia vera e propria, l'intreccio e la suspence, s'intravedono nella seconda metà del libro. Gli avvenimenti, da metà del libro in poi, si svolgono molto velocemente ed ho avuto l'impressione che gli eventi e la storia mi sfuggissero di mano. Il finale mi ha enormemente deluso, non mi è piaciuto la piega profondamente tragica che ha assunto la storia. La "soluzione" dell'autrice, per me, è stata troppo semplice e non è il giusto finale per un "capolavoro della letteratura americana" (come è stato definito dalla maggioranza). Ho letto varie recensioni in giro prima d'intraprendere questa lettura e a fine lettura mi sono sentita una nota stonata nel mondo dei lettori: l'unica persona alla quale questo romanzo non è piaciuto. Possibile? 
E' innegabile, e devo assolutamente riconoscere che la scrittrice ha talento: è molto dettagliata ed ha uno stile particolarissimo difficilmente paragonabile a quello di altri scrittori. Non ha paragoni, è vero. Ma, ahimè, a me non è piaciuto.
Pertanto, unendo la bravura della scrittrice alla storia, il mio giudizio complessivo è stato:

"Se penso, se mi figuro d'aver perso quest'occasione per paura o per comodo o per qualunque altro motivo, mi vengono i brividi."
"Talvolta, nel caso di un incidente, quando l'evento è troppo improvviso e strano per essere compreso, il surreale prende il sopravvento. Le azioni procedono al rallentatore, come in un sogno, fotogramma per fotogramma; il movimento di una mano, una frase, durano un'eternità." 

E voi lo avete letto? Cosa ne pensate?
Vi aspetto nei commenti :D
Alla prossima amici lettori!! 






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